Nasce oggi una nuova idea, un nuovo modo di raccontare la cucina, chi la vive e chi la fa. Solo una notte di pernottamento nel Salento, regione sud della Puglia, già a stretto contatto con i miei più cari amici, e mi trovo ad aprire una rubrica. Se niente accade per caso, le idee sono come le ciliegie, vengono a due per volta.
Così, ospiti di un piccolo ristorante sul mare, è sorto questo nuovo gioco: parlare del senso dell’accoglienza, del pudore, della timidezza, del coraggio che ogni ristoratore ha dietro di sè, dei suoi piatti e della sua storia, di mille piccoli eventi che circondano la sua aura. Il posto non è importante, se i tavoli e le sedie lasciano a desiderare, se il servizio non è eccepibile: ci vuole Amore in cucina, ed è questo che voglio raccontare. Parlare di Persone, non di eventi, anzi del loro unico evento, perché la cucina prende alla gola e non ti lascia più, cadendo in rituali esoterici di sapori e ricerca continua, fornendoci chiavi di lettura.
E mentre qui si racconta di Non Luoghi della Mente e del Cuore, della Cucina come metafora di Vita, il nuovo blog, figlio malcelato e nascosto di questi madre e padre snaturati, contiene storie d’Amore e di Coraggio, di idiosincrasie e remore, di Sincerità e Amicizia Vera come ciascuno può vivere nella sua Vita. Parla di Luoghi, di Posti, di Viaggi del Gusto e di Persone, tutti Reali e Non-Della-Mente, che hanno compiuto scelte a favore per altri, trovando nell’accostamento di sapori e odori, le chiavi per l’Arte del Dono di Sé.









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