Click! 2 a.m.. Aria liquida, come gas rarefatto. Cristallizzazione degli eventi, freeze del flusso. Come accade in certi film di fantascienza, sembro muovermi in un fluido, lasciando dietro scie di me. Tutto fermo, sospeso. La gente nuova è qui intorno. Ancora non è, ancora non è andata. Non si è fermata, per una fotografia. Zero rumori come risucchiati da pannelli fonoassorbenti, camere stagne di luce, illuminano ombre a gradiente. La fontana è impiallacciata nella sua colonna d’acqua, gli schizzi si protraggono come perle lente a rimbalzo sul lastrico, alcune spariscono in tappeti verdi di erba immobile. Respirare diventa difficile, quasi sostanziale. Nessun ricircolo cambia l’ossigeno del sangue, fermo nelle vene e nelle arterie circondate da muscoli tesi. Una moto e il suo rombo squarciano il silenzio. Si dipana la cascata, cominciano ad apparire i fruttivendoli che vanno ai Mercati Generali. Si rincorre il risveglio.
Click! 6 a.m. Aria liquida e frizzante al neon. Parlare dopo essere scesi dal letto è come aver respirato vapori di piombo dal palloncino. Caffè rielaborati riscaldano stomaci incalliti e sigarette tengono svegli mentre spengono. Istanti di silenzio delinquente tappezzano occhiaie della gente nuova. Programmi esitati di tutta una giornata: siamo solo all’inizio e ancora non sono arrivati i giornali. Cani portano a spasso padroni che bofonchiano su pigrizia e maledizioni: anche Asia filosofeggia sul mondo mentre accompagna l’attempata signora. La fontana si distrae per il ritmo, schizza alta senza sussiego. Passa un pick up: pare che il camioncino antizanzare spruzzi cocaina per aiutare a scendere giù dal letto.
Click! 2 p.m. Aria liquida e lentezza esasperante, pausa digestiva da grassi polinsaturi, estrogeni gonfia muscoli e da patogenesi cardiovascolari. Il silenzio si afferra a salde mani e si affetta con il coltello, oggi la nebbia non fa concorrenza. Caffè cronici aiutano lente digestioni: si bofonchia al bar che la dieta dovrebbe essere legera, con una “g” sola. Due sono troppo pesanti, l’insalata non è il mio forte, la parmigiana sì. Il sole è pigro quanto il camioncino antizanzare spruzzacocaina: entrambi in magazzino, giocano a rimpiattino dietro nuvole bianche. Uno schizzo più alto della fontana… un refolo di vento gioca a fare il bambino alzando le vesti.
Click! 6 p.m. Aria liquida e ferma, totale, preparazione alla corsa forsennata della sera, tutto sospeso, elettrico come il blu che permea le cose, riflettendosi nei vestiti bianchi li sporca al grigio. Istanti pochi brevi e intensi di piacere limitato e veloce, lillipuziano come l’aperitivo serale. Rombi dei motori e auto che fanno quadrato si muovono in cerchio per schizzare via. Fluendo mi muovo lento in questa città a palazzoni e verde piantumato. La fontana mi solletica con lo schizzo, mi saluta mentre percorro geometrie esagonali spezzate per il ritorno a casa.
Click! 10 p.m. Aria calda e confortevole. Buio. Il sorriso di Juanita splende sulla porta come il Gatto di Alice, che qui si chiama Feysal. Il letto fluido mi accoglie nel silenzio.









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