Attimi di evasione glaciali al gusto cioccolato, bacio, stracciatella, e tanta tanta panna montata. Con frutta colorata in enormi bicchieri o simpatiche coppette slavate o superconi wafer foderati.
Seduti sotto al bar, davanti alla gelateria, il rinfresco titilla la papilla. Una panca davanti al mare italiano regala istanti di golosità lunghi una leccata, la fretta irrita la testa. Il mondo gentile estivo si muove contorcendosi in pareo, bikini, pantaloncini da bagno e magliette.

Il caldo cola via il gelato lungo il cono immantinente. Così si scioglie in rivoli, scende in gocce raccolte dal fazzolettino in carta riciclata. Parte furibonda la lingua in una ipotesi di salvataggio tardivo. A volte così tardivo che macchia la maglietta, la gonna, il pantalone. Ghiaccio, acqua calda o fredda in un pallido tentativo di far andare via la macchia, mentre la giornata è rovinata. Sorridiamo rassegnati al piacere rovinato. Ma tant’è.

Guardo i bambini: ogni volta che cola, mettono la mano sotto. Sì, per loro funziona. Poi spalmano tutto sulla maglietta. Come dire: si lancia il salvagente sgonfio.

Quando si nasce, si sceglie il gusto, a volte tre o più nell’indecisione, con la panna montata che sporca la punta nel naso, ci fa ridere, come il naso rosso dei pagliacci: alla fine leccheremo per ultimo il primo gusto che il gelatiere ci ha servito. Mangiare il gelato è come mangiare la Vita: furibonde leccate tardive, a morsi, in fretta con il mal di testa in un angolo della fronte, lentamente, senza lasciar cadere una goccia di nettare, per paura di perdere gocce di vita.
Poi rimane il cono o la coppetta. A volte il fondo è vuoto e lo si butta. Come la coppetta. Rapidi e furibondi.

Si mangia tutto il cono? O si usa il trucco di spingere in fondo il primo gusto che ti hanno messo su, scoprendo che non ti piace e promettendoti che la prossima volta lo prenderai per ultimo?

Presi – tutti! – nel guardare il gelato altrui, non gustiamo il nostro. A volte siamo come bambini dal salvagente sgonfio, persi nella varietà dei gusti e del dilemma coppa, coppetta o cono wafer.

Se la Vita è come una scatola di cioccolatini e non sai mai quello che ti capita, pensa un po’ se ti devi scegliere il gusto con cui viverla!

E quando cominciamo a godercelo, ecco il gelato è già finito, il piacere consumato, il sapore ci rimane in bocca. Rimaniamo incantati a leccare le labbra per un istante di felicità. Ebbri ci abbandoniamo a passioni coinvolgenti, totalizzanti, a volte feroci.

Il sole è proprio forte oggi, la sabbia calda, il mare limpido, poco vento di tramontana, l’ombrellone slappa ogni tanto, poca gente. Juanita prende il sole, Jope e Camilla sono al fresco dei condizionatori dopo il bagno in spiaggia, e ahimè… ho sporcato di cioccolato i miei pantaloni bianchi.