Ogni tanto la calura si interrompe per far piovere rane. Il caldo tropicale viola anche le leggi fisiche. Fenomeno raro, pare, ma realmente accaduto, scena finale quanto inattesa di un bellissimo film.
Fuori dall’enorme finestra vetrata, l’acquazzone ritmicamente ingrigisce la giornata. L’ozono pungente e l’irrequietezza degli animali di casa hanno impegnato Juanita nel chiudere porte e finestre.
Il velo d’acqua leggermente si dipana, poi rapido e veloce avvolge la campagna.
Il mondo si ferma, si cristallizza. Il tempo rallenta.
Le gocce cadono in rivoli casualmente improbabili sui vetri.
In cerca di rassicurazione per paure ancestrali si guarda lontano in attesa del sole.
Arriva, tagliando il velo delle nubi, squarciandolo, i raggi illuminano la terra, il grigio si allontana dissolvendosi.
La scenografia è biblica, e non a torto.

Metafora degli ostacoli che la Vita ci pone, gli acquazzoni ricordano il mondo imperfetto di cui siamo/ facciamo parte.

Antiche paure ancestrali si dissolvono al sole dell’ottimismo.

Vivere l’attimo pensando al futuro riempie di gioia.
Realizzare i propri sogni nella realtà è Vita stesa, Coraggio nella sua espressione massima.

Anche l’idraulico ha riparato il rubinetto del lavello, esploso per eccessiva pressione.

Oggi in cucina si aveva l’ombrello.

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